Tour della TUNISIA 03 Aprile - 08 Maggio 2004


L'appuntamento con i compagni di viaggio Carlo e Flora, Franco e Adriana, è al molo 11 del porto di Genova. La maestosa Carthage, nave della compagnia tunisina, inghiottisce decine e decine di fuori strada, in maggioranza di nazionalità francese e tedesca, attrezzati di tutto punto per escursioni desertiche più o meno avventurose. I nostri camper, per logica di stivaggio sono imbarcati per ultimi, si salpa, destinazione Tunisia.
Dopo ventidue ore di tranquilla navigazione, entriamo nel porto di Tunisi, i controlli sono veloci, siamo sul suolo africano, percorriamo i pochi km. che separano La Golette dalla capitale e parcheggiamo in centro città.
Prima giornata, passeggiata nella Medina, ci lasciamo rapire dai colori, dai profumi, gli odori, le persone, abbiamo subito la percezione di una realtà diversa dalla nostra.
Vediamo la Moschea Ez-Zitouna ed il complesso delle tre Medresas che si trovano proprio al centro della Medina e sulla Place de la Casbah assistiamo alla cerimonia dell'ammaina bandiera. Al termine della giornata ci gustiamo il primo the alla menta, sulla piazza della Vittoria di fronte alla Porta Francese che segna l'ingresso alla Medina.
Seconda giornata, partiamo destinazione Kairouan, veloce l'autostrada che collega la capitale a Sousse, la percorriamo sino all'uscita per la nostra destinazione, vi giungiamo nel primo pomeriggio, visita alla Medina, vedremo anche una cosa assai curiosa: al primo piano di una casa un dromedario gira costantemente intorno ad un pozzo, profondo una ventina di metri, e porta in superficie della freschissima acqua.
Concludiamo la giornata con l'arrivo a Sbeitla, pernottiamo nel parcheggio dell'Hotel Flavius proprio di fronte agli scavi.
All'indomani il sito archeologico sarà meta della nostra visita, ammiriamo i due archi quasi intatti, uno di Settimio Severo l'altro di Diocleziano, il Teatro, le Terme e l'Anfiteatro.
Si parte per Gafsa, una delle grandi oasi in pianura della Tunisia, lungo la strada incontriamo i primi negozi che vendono carne di dromedario e come insegna lasciano la testa dell'animale su un banchetto all'esterno del negozio stesso.
Parcheggiamo nel campeggio Sidi Salem, totale immersione al mercato ortofrutticolo, tenuto dai contadini, tutta la merce, tra l'altro gustosissima, è accantonata a terra in un grande ordine/disordine ma ci troviamo subito a nostro agio anche per la gran cortesia e semplicità di queste persone. Torniamo in campeggio stracarichi d'ogni tipo di verdura e frutta. Il giorno dopo ci organizziamo per farci accompagnare nella cittadina di Metlaoui, qui saliamo sul Treno Le Lezard Rouge e percorriamo la valle Seldia, ammirando panorama mozzafiato e le miniere di fosfato, al nostro ritorno il cortese autista si presenta con aranciata e coccola fresche.
I gentili proprietari del campeggio ci prepareranno il pranzetto per festeggiare la Pasqua a base di montone ma non mancherà certo la colomba italiana. Concludiamo la giornata con una distensiva passeggiata nella parte coltivata dell'oasi ammirando bellissimi fiori d'ogni qualità.
Dirigiamo la prua verso ovest destinazione Mides dove giungiamo all'ora di pranzo, percorrendo la zona pre desertica di gran panoramicità. Facciamo conoscenza con l'ottima guida Mohamed Belgacen, così che nel pomeriggio visitiamo quel che resta dell'antica Mides, letteralmente sciolta da tre successive potenti alluvioni, circondata per altro da un profondo canyon che percorreremo per l'intero suo sviluppo. Pernottiamo nella nuova Mides, di fronte la casa della nostra guida, dopo aver accettato l'invito per il solito ottimo the a casa sua e in compagnia dell'intera famiglia.
Al mattino successivo visitiamo Tamerza che ha subito la stessa sorte di Mides, tre grandi alluvioni hanno letteralmente sgretolato le antiche abitazioni. Accompagnati da Mohamed nel pomeriggio andremo attraverso la pista tracciata da Rommel, sino a Tozeuor, ammirando scenari inimmaginabili, sia per i colori della terra che per la natura cosi impervia e solitaria e mettendo a dura prova i nostri mezzi che rispondono brillantemente.
Campeggio di Tozeur, "Les Beaux Reves", qui troveremo singolare e comodo muoversi in "calesse", con questo mezzo andremo più volte in centro sia al mercato coperto sia nella medina, per gli inevitabili acquisti, mirati sia alla cambusa che ai souvenir, Flora ci fa apprezzare i profumi acquistati, organizziamo anche la visita alla vecchia città e all'oasi, rigogliosissima e ben conservata.
Veloce visita a Nefta per poi goderci l'ineguagliabile spettacolo del Chott Djerid, l'acqua assume continui cambi di colori, dalla trasparenza più cristallina al blu al verde al beige al bordeaux, scenario veramente inconsueto. Ci dicono che quest'anno ha piovuto più del solito ed è per questo motivo che possiamo ammirare lo straordinario mutare del paesaggio. Lo percorriamo per tutta la sua lunghezza e ci troviamo a Douz.
La piazza centrale ci affascina, come pure la raffinatezza dei suoi manufatti, nel pomeriggio faremo un giretto verso Sabria, El Faour, qui incontriamo un gruppo di un centinaio di dromedari, proseguiamo per El Dergine, Bechini, Nouil, per terminare a Douz sarà un "assaggio del deserto" poiché domani mattina ...
Alle otto in punto si presenta la nostra guida a bordo di un potente fuoristrada, destinazione l'oasi di Sarghilane, che si trova ad un centinaio di km. da Douz, in pieno deserto. Durante il tragitto, ci racconterà interessanti segreti della vita nel deserto e ancora vedremo scenari indescrivibili. Ci fermiamo a bere il the in "caffè" nomadi che solo le guide sanno trovare. L'oasi ci accoglierà per un corroborante e rilassante bagno nella sorgente d'acqua calda.
Un buon couscous per pranzo e la ripartenza per Douz. Il ritorno avviene lungo la pista che collega l'oasi alla strada che va da Tamata a Douz. Ovviamente quest'itinerario si può percorrere solo in fuoristrada.
Una passeggiata nella bella piazza concluderà la giornata e il soggiorno a Douz.
Percorriamo all'inverso la strada percorsa ieri e puntiamo su Tamata, visitiamo la prima abitazione troglodita degustando un pezzo di pane appena sfornato e un the alle noccioline, offerto dalla signora in splendido costume. Parcheggiamo nel centro della vecchia Tamata e accompagnati dall'immancabile ma utile guida percorriamo il giro delle case troglodite, alcune trasformate in hotel, altre in museo, altre ancora abitate e successivamente a dorso di dromedario il giro più completo del vecchio centro, salendo su per la montagna per contemplare lo splendido panorama. Pernottiamo alla stazione degli autobus, ricevendo la visita e la buona notte da parte della polizia locale.
La strada che da Tamata porta a Medenine è in totale rifacimento, percorriamo il primo tratto già terminato, il secondo un vero cantiere, infine la monotona 19 ci conduce a Tatahoine. Imboccata la strada per Djelidatt siamo premiati, lo spettacolo cambia all'improvviso, ci sembra di essere giunti nel Colorado, gole e montagne che ricordano appunto questi luoghi. In seguito visitiamo Chenini, Douiret e ci concediamo il riposo nel parcheggio dell'Hotel Mabruk di Tatahoine contemplando e ammirando un cielo che solo di queste parti risulta così "limpido".
Adriana ci ricorda che abbiamo toccato il punto più a sud del nostro viaggio e da questo momento scatta il conto alla rovescia.
La nuova e scorrevole 115 ci conduce a Zarzis, splendida cittadina su un mare cristallino, sulla spiaggia pranziamo e ci godremo la prima brezza marina, il deserto è ormai un ricordo. Proseguiamo per Jerba e ci accampiamo al Sidi Ali, in splendida posizione sul mare. Ci accompagnano a Midoun, altra bella cittadina, con un ricchissimo souk e un ben fornito mercato al coperto, il giorno successivo un tranquillo giro in calesse all'interno dell'isola ci porta a contatto con la realtà della gente, la piccola moschea, il cimitero, la scuola e la stupefacente spiaggia bianca con tutti i piccoli pescherecci alla fonda nella cristallina baia naturale.
Il giorno successivo visitiamo Houmt-Souk, la città più importante dell'isola, solito souk e acquisto regali.
E' giunto il momento di lasciare anche questo bellissimo sito, un breve traghetto e siamo sul continente, infine per l'ora di pranzo facciamo sosta nel campeggio dell'ostello della gioventù a Gabes. Nel pomeriggio visitiamo la vivace cittadina, al mattino durante i preparativi per la partenza mi accorgo che una gomma posteriore è sgonfia, smontiamo e con il camper di Carlo la portiamo al vicino gommista per la veloce ed efficace riparazione. Partiamo per El-Djem, riusciamo a parcheggiare sul retro dell'ingresso all'anfiteatro, e n'effettuiamo la visita. Notevole la parte rimasta intatta e ben conservata, ci concederemo la cenetta nel ristorante proprio di fronte al parcheggio e tutti a nanna.
Visitiamo Madia e il suo curioso cimitero proprio sul mare. Ci spostiamo a Monastir visita alla Medina, alla tomba di Burghiba, imponente, e riposiamo nel parcheggio della marina. Siamo nuovamente in viaggio verso Hammamed, percorriamo anche un tratto autostradale, la bella e selvaggia Tunisia è purtroppo solo un ricordo, i siti che stiamo attraversando, sono troppo simili alla vecchia Europa, nulla da spartire con la zona pre desertica che tanto ci ha affascinato.
Ci fermiamo al camping Samaris, iniziamo la visita alla "famosa" città, la bella Medina, la fortezza, proprio oggi alla base delle possenti mura vi è un raduno di sempre affascinanti Alfa Romeo d'epoca giunte dall'Italia. Pranzo sulla piazzetta e giro turistico a bordo del trenino.
Lasciamo Hammamed senza prima aver fatto riparare la gomma anteriore del camper di Franco, forse geloso della mia precedente foratura, destinazione Kelibia. Visitiamo anche qui la fortezza e proseguiamo, circumnavigando la penisola sino a Korbous, ma decidiamo di non fruire delle sue famose terme, lungo la strada acquistiamo le ciambelle che minuscoli bimbi ci agitano al nostro passaggio, sono appena cucinate dalle loro madri, anche un batuffolo con treccine nere agita la sua manina contenente un uovo.
Ci fermiamo al camping di Bord Cedria, l'indomani, riposo e ripristino camper, nel pomeriggio ci rechiamo a visitare Cartagine. Terminiamo la giornata nel conosciuto parcheggio di Tunisi, dal quale, il giorno successivo, ci rechiamo per la visita al museo il Bardo, qui si trova la più gran collezione al mondo di mosaici romani. Completiamo la giornata con l'ultimo giro alla Medina. Abbiamo ancora due giorni di tempo, decidiamo di andare a visitare l'importante sito archeologico di Dougga, percorriamo la verdissima vallata della Medjerda e restiamo affascinati dall'antica città romana, andremo anche a Bulla Regia. Incontriamo lungo la strada diversi nidi di cicogne, per la sera torniamo a Tunisi, preparandoci al ritorno, dopo 35 giorni trascorsi in quest'affascinante paese, semplice, cordiale e molto ospitale.
 

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