Romania 24 aprile - 4 maggio 2003

Il nostro viaggio verso la Romania inizia giovedì 23/4/2003 a Gorle, paesino delle bergamasca dov’è fissato l’incontro tra gli equipaggi partecipanti. La scelta di questo punto di partenza del nostro viaggio è dovuta al gemellaggio che il Coordinamento dell’Iniziativa Arance di Natale (comprendente anche l’Associazione per la Pace ed il Camper Club Orsa Maggiore) ha stretto con la Protezione Civile di Gorle per sostenere il paesino di Albac, ma il nostro viaggio continuerà fino a Bucecea, paesino situato nel nord della Romania nella zona denominata Bucovina. Alla sera sono presenti 10 dei 28 equipaggi iscritti (5 camper sono già partiti qualche giorno prima al seguito del camion degli aiuti umanitari, mentre 13 li troveremo man mano lungo il cammino).

Il 24/4 la partenza avviene alle ore 10.00 dopo aver ricevuto la gradita benedizione del parroco e i non meno graditi saluti e ringraziamenti del sindaco e del presidente onorario della Protezione Civile. La nostra partenza è facilitata dagli uomini della Protezione Civile che bloccano il traffico mentre veniamo filmati dalle telecamere di Bergamo TV.

Ci immettiamo sull’autostrada direzione Mestre e nell’area di servizio Limenella (in prossimità di Padova) troviamo il secondo gruppo di 6 camper: presentazioni di rito e sosta molto veloce per il pranzo. Il gruppo viene suddiviso in numero pari e dispari (questa suddivisone fatta per motivi organizzativi porterà a scherzi e battute per tutto il viaggio). Si riparte con i due gruppi a distanza di una mezz’ora l’uno dall’altro per evitare la colonna in autostrada in direzione Tarvisio, dove avviene il ricongiungimento con i restanti equipaggi, anche se perdiamo il camper della Protezione Civile che accelera per arrivare prima ad Albac per aiutare a scaricare il camion che è arrivato con netto anticipo rispetto alle previsioni (forse merito anche della bravissima camionista Luminizza, una ragazza di nazionalità Rumena che lavora in Italia). Acquistiamo la vignetta per le autostrade austriache, nominiamo le due “scope” (lavoro ingrato ma necessario quando si è in tanti) Navarra Tommaso (equipaggio proveniente da Bari) per i pari e Felisatti Bruno (equipaggio proveniente da Vercelli) per i dispari e ripartiamo in direzione Graz dove ci fermiamo per la notte in un area di servizio sull’autostrada.

Il 25/4 partenza di buon’ora verso Budapest, dove arriviamo per ora di pranzo, e dove troviamo un tempo bellissimo e caldo. Ci rechiamo al camping Zugligeti piccolino, senza grandi pretese, ma molto comodo per raggiungere velocemente il centro città utilizzando un autobus che ferma cento metri fuori dal campeggio. Il pomeriggio tutti (siamo in 60!!) facciamo una passeggiata al quartiere della Fortezza (Buda) caratterizzato da variopinte case barocche, dove si trovano la chiesa di Mattia, il Bastione dei Pescatori da dove godiamo di una un splendida vista su Pest. Al nostro rientro ai camper ci aspetta la cena al ristorante del campeggio organizzata dal gestore Andreas il quale ci prepara gulasch accompagnato da gnocchetti ed insalata.

Dopo cena facciamo conoscenza con un gruppo di camperisti italiani i quali si mostrano molto interessati alla nostra iniziativa umanitaria (acquistano marmellata e magliette contribuendo anche loro alla nostra causa).

Il 26/4, sempre con un bellissimo sole, facciamo i turisti per Budapest: visita guidata di Budapest (basilica di S.Stefano, Palazzo Reale, Bastioni dei Pescatori, piazza degli Eroi, Parlamento) sia in autobus sia in battello lungo il Danubio, passeggiata pomeridiana all’isola Margherita posto dove non possono transitare le autovetture e ciò rende quest’area la meta prediletta degli abitanti di Budapest per il tempo liberto e le attività sportive. Rientro, distrutti, all’ora di cena al campeggio.

Il giorno successivo partiamo da Budapest diretti ad Albac sotto un cielo piovoso ed una temperatura esterna di 14°. Passiamo la frontiera ad Oradea dove arriviamo ad ora di pranzo e dopo esserci compattati con il gruppo pari e mangiato velocemente un boccone ci dirigiamo tutti insieme (28 camper) ad Albac. Lungo la strada passiamo vicino a vere a proprie baraccopoli, con persone che al nostro passaggio si “gettano” in strada chiedendo da mangiare e qualcuno anche caramelle e sigarette. Arriviamo in questo paesino dopo aver percorso circa 1.500 km dalla nostro partenza da Gorle e sotto una pioggia insistente posteggiamo nel cortile della scuola in quanto il parcheggio lungo il fiume previsto per noi dalla gente del luogo non è agibile a causa della fanghiglia. Il camion con gli aiuti guidato da Luminizza è già arrivato (insieme ad un altro gruppo di camperisti denominati letterine) da un paio di giorni e quindi, purtroppo, non abbiamo potuto vivere l’emozione (rimandata solo per fortuna di qualche giorno) di “scaricare” gli aiuti in quanto hanno già provveduto gli uomini della Protezione Civile. Comunque a tutti hanno fatto piacere le “quattro” parole di ringraziamento del Sindaco di questo paesino.

Il 28/4 partiamo di buon ora verso la Transilvania (situata tra i Carpazi) direzione Sighisoara, meglio conosciuto come il paese di Dracula. La strada è veramente bruttissima, piena di buche salti e curve e si snoda fra baracche e case più eleganti, campi (ed anche strade) con mucche, pecore, galline, oche, cavalli con carretti, cicogne sui pali della luce, adulti e bambini che al nostro passaggio ci fanno un segno di saluto con la mano e ci guardano con espressione sbalordita ed interrogativa (chissà cosa penseranno di noi!!). Però basta guardarsi intorno e lasciarsi trasportare dalla bellezza del paesaggio per rendere più leggere le “difficoltà” del viaggio. Alle 12.45 arriviamo a Sighisoara dove posteggiamo in un parcheggio pubblico in centro al paese. Nel pomeriggio accompagnati da una “guida” locale (un ragazzo che parla italiano, che si spaccia per tale, ma che ci racconta tante cose ovvie al quale diamo alla fine qualche lei – la loro moneta locale – solo per opera buona, in quanto ci racconta di avere 22 anni e di avere 2 figli di 2 e 5 anni e di essere senza lavoro!!). La parte vecchia è minuscola ed arroccata, lo stile è medievale, il castello è circondato da un’imponente cerchia di mura. Bellissima è anche la Scalinata Coperta tutta in legno costruita perché non piovesse mai sui bambini che andavano a scuola. Peccato che nella bellissima città fortificata sia tutto chiuso perché è lunedì. La sera ottima pizza, gelato accompagnato da birra in una pizzeria rumena al costo di circa 4 euro totali a testa (circa 140.000 lei).

29/4 partenza per Bucecea, tappa principale del nostro viaggio attraversiamo diverse zone agricole dove i cavalli sono utilizzati sia per i trasporti (delle persone) che per lavori agricoli, vediamo numerose cicogne, attraversiamo bellissimi boschi e vediamo o sentiamo, come preferite, tantissime buche. Sosta breve per il pranzo e poi verso la realizzazione di “un sogno”: portare 28 camper (60 persone) dall’Italia alla Romania onde poter far capire alla gente quello che significa solidarietà. A Suceava incontro con il nostro Tir e riunione di tutti i gruppi e via in colonna per la nostra meta finale. Alle ore 19.30 con non celato orgoglio possiamo dire missione compiuta!! Gli aiuti acquistati con la vendita delle arance e marmellata sono arrivati e ne abbiamo la certezza perché li abbiamo portati noi con le nostre forze facendo 2.000 km di strade più meno belle, più o meno giuste.

Il nostro scopo, cioè di ristrutturare questa casa famiglia inizia a concretizzarsi! Le vicissitudini di questa casa ci vengono ampiamente illustrate dagli amici dell’A.B.A.I.R. di Biella e speriamo che con altri aiuti e tanta buona volontà si possa cominciare ad ospitare ed ad indirizzare alla vita serena fatta di lavoro e gioia tante giovani.

Appena arrivati, dopo i convenevoli con i responsabili dell’A.B.A.I.R. e sistemati i camper nel giardino della casa, il Tir è stato rapidamente scaricato (abbiamo portato materiale edile per la ristrutturazione) e molti volenterosi hanno iniziato cominciato a montare varie attrezzature per acqua e luce. La casa non è in buone condizioni in quanto è stata per molto tempo abbandonata e l’umidità ed i vandalismi hanno compiuto il resto.

Il giorno 30 brevi convenevoli da parte del presidente dell’A.B.A.I.R., di Franco Zocca e di Salvatore Algeri che ha illustrato le problematiche logistiche che abbiamo dovuto superare per poter portare il nostro Tir sino a Bucecea, poi via a fare i turisti per i Monasteri della zona: Dragomirna, Putna, Sucevita (qualcuno, e non sono stati pochi, è rimasto a lavorare). Questi monumenti religiosi, tutti patrimonio universale dell’Unesco, sono circondati da paesaggi pittoreschi, sono abitati da suore e preti ortodossi e conservano al loro interno vari oggetti di culto in legno di ebano e cedro, in argento dorato e diverse icone oltre che splendidi affreschi (con predominanza di colori diversi, ad esempio azzurro a Voronet e rosso a Moldovita).

Alla sera festa in nostro onore organizzata dal Sindaco del paese: musiche, danze e tanta “mamaliga” e cioè polenta con varie salcicce. Dopo cena il locale della scuola è stato trasformato in una bellissima discoteca, animatore Bruno Felisatti, accompagnati da canti locali ed italiani e dalla bella voce di Paola Felisatti, che ha cantato “Io vagabondo”, abbiamo fatto le ore piccole.

Il 1 maggio partenza da Bucecea e iniziamo il rientro in Italia visitando i Monasteri di Voronet, Humor e Moldovita dove abbiamo sostato per la notte e fatto una visita guidata di circa un’ora con la Superiora del Monastero Madre Tatiana che, in un buon italiano, ci ha illustrato la storia del monastero ed invitato ad assistere ai canti mattutini delle suore (occasione che i meno pigri di noi non si sono lasciati scappare).

Visita sulla strada del ritorno al museo del legno di Vama e direzione verso l’allegro Cimitero di Sapinta, pieno di croci colorate ed umoristiche, dopo una breve visita ai negozietti d’artigianato il gruppo si sfalda, si comincia a rientrare verso la vita quotidiana. Franco con un gruppo si avvia veloce verso l’Italia via Tarvisio, Gianni con altri via Balaton, Carlo con altri rallenta l’andatura e rientra con più calma.

La bella avventura è finita, abbiamo affrontato con molta serenità e rassegnazione gli oltre 4.000 km. di viaggio, non so quante buche, i mezzi e gli autisti hanno guidato per ore ma i sacrifici sono stati ripagati. Speriamo in prossimo futuro di poter ritornare a Bucecea e vedere la casa in funzione, un grazie a tutti i partecipanti.

Carlo D’Ancona

 

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